STEP #02 - Il nome
La parola fotografia deriva dal greco antico ed è composta dai due termini φῶς (phôs, pronuncia fos), luce e γραφή (graphè, pronuncia grafé), scrittura o disegno. Quindi, scrittura eseguita con la luce. Una sintesi efficace che riassume una procedura complessa (basata su principi chimici e fisici) e affascinante. In passato, da alcuni, ritenuta addirittura “magica”.
Ma per essere più precisi Niépce chiamava la sua invenzione eliografia che è un processo di riproduzione grafica mediante l’impressione di una superficie sensibile esposta, sotto un negativo, alla luce del sole. Oggi il nome è rimasto per alcuni analoghi processi di riproduzione di disegni tracciati su carta traslucida, benché in essi si faccia uso in generale di luce artificiale.
Niépce utilizzava, per questo procedimento, il bitume di Giudea per la sua caratteristica di indurirsi se esposto alla luce. Invece, per quanto riguarda il negativo inizialmente usava un’incisione già pronta attraverso la quale passavano i raggi solari che colpivano il bitume facendo avvenire di reazione, mentre solo successivamente usò la camera oscura con un’esposizione di diverse ore per far attivare il processo di indurimento del materiale.
Il nome eliografia deriva dalla combinazione di due parole greche Ἥλιος hēlios (sole) e γράφειν gráphein (disegnare), quindi letteralmente significa disegnare con il sole.
Alcune traduzioni con cui il vocabolo è conosciuto in paesi stranieri sono:
ηλιογραφία (greco);
héliographie (francese);
heliography (inglese).
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